Siena

SIENA: TREKKING PER GIOVANI ESPLORATORI

 


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 Piazza San Francesco

Davanti a te hai la grande Basilica di San Francesco (fine XII secolo) dove, nel 1402, divenne frate francescano Benardino Albizzeschi, il futuro San Bernardino, al quale è dedicato l’Oratorio sul lato destro della Piazza. Prosegui il percorso tra i vicoli in pendenza di questo rione per arrivare alla Basilica di Santa Maria in Provenzano, costruita alla fine del Cinquecento per custodire un’immagine della Madonna che aveva fatto alcuni miracoli. A questa Madonna è dedicato il Palio del 2 Luglio. Continua a camminare fino al Vicolo del Castellare ed entra nella suggestiva piazzetta. Il castellare era una specie di fortezza, formata da un recinto in pietra di cui facevano parte una o più torri. Stai attento perché ancora oggi tra queste mura vaga lo spirito di Giovanni Ugurgieri, morto eroicamente durante la battaglia di Montaperti (1260). Scendi fino a Via Banchi di Sotto. Nel medioevo lungo questa via trovavi numerosi ‘banchi’ di commercianti e soprattutto di cambia monete. Capolavoro!....sembra un grande puzzle di marmi colorati. Davanti alla Cattedrale c’è lo Spedale di Santa Maria della Scala. L’antico edificio (XI secolo) oggi è stato trasformato in un grande museo dove potrai vedere dove venivano accolti i pellegrini nel medioevo, come venivano curati i malati, potrai scendere nei “labirinti” più segreti scavati nel tufo, dove sono conservati reperti etruschi e romani. Prova anche a cercare il luogo dove Santa Caterina trascorreva la notte dopo aver accudito gli appestati! Giunto in Piazza Jacopo della Quercia ti domanderai che cos’è quella strana costruzione così imponente.

Fontebranda

Scendi adesso la scalinata facendo molta attenzione: anche Santa Caterina ci scivolò (....si dice perché spinta dal diavolo!). Hai trovato la croce che segna il punto dove cadde la Santa? Alla tua sinistra il Battistero, dedicato a S.Giovanni Battista, conserva un fonte battesimale realizzato dai più importanti scultori italiani del Rinascimento. Adesso è arrivato il momento di usare la torcia: per arrivare al Vicolo delle Carrozze c’è un passaggio buio, fai quindi attenzione a dove metti i piedi. Prosegui per Via di Diacceto e ammira lo splendido panorama su Fontebranda. Adesso percorri la ripidissima Via della Galluzza che ti porta direttamente alla Casa Santuario di Santa Caterina. All’interno puoi vedere la camera dove sono conservate alcune reliquie della Santa. Continua a scendere lungo il Vicolo del Tiratoio ed eccoti in Fontebranda; la fonte, una delle più belle e antiche di Siena, venne costruita fra il XII e XIII secolo. Proprio nella piazzetta di fianco potrai vedere i bambini dell’Oca che si allenano a suonare il tamburo e a “girare” la bandiera. Ogni Contrada, da marzo a ottobre, insegna ai giovani quest’arte che si tramanda di generazione in generazione, segui il “rullo” dei tamburi per scoprire gli altri luoghi in cui avvengono questi allenamenti. A Sienartefice puoi invece trovare tanti artigiani al lavoro.

Piazza Duomo

Percorsa Via San Marco, giungi in Pian dei Mantellini, che prende il nome dal mantello corto indossato dai monaci della Chiesa di S. Niccolò al Carmine, presente in questa via. Vai verso il Fosso di Sant’Ansano, strada silenziosa, con una splendida vista sulla valle sottostante. In questa zona, secondo la leggenda, fu preparata la caldaia di olio bollente per uccidere Ansano, il futuro patrono della città, ma quando il condannato entrò dentro il recipiente l’olio smise di bollire. Attraversato il Vicolo di San Girolamo, ripido e buio, giungi in Piazza Duomo. La Cattedrale, dedicata alla Madonna, è stata costruita a partire dal XII secolo. E’ tutta ricoperta di marmo e decorata con statue di re, profeti, sibille e qualche mostro. Al suo interno perfino il pavimento è un capolavoro!....sembra un grande puzzle di marmi colorati. Davanti alla Cattedrale c’è lo Spedale di Santa Maria della Scala. L’antico edificio (XI secolo) oggi è stato trasformato in un grande museo dove potrai vedere dove venivano accolti i pellegrini nel medioevo, come venivano curati i malati, potrai scendere nei “labirinti” più segreti scavati nel tufo, dove sono conservati reperti etruschi e romani. Prova anche a cercare il luogo dove Santa Caterina trascorreva la notte dopo aver accudito gli appestati! Giunto in Piazza Jacopo della Quercia ti domanderai che cos’è quella strana costruzione così imponente... E’ il Facciatone, ovvero la facciata principale del Duomo Nuovo che i Senesi volevano costruire, ma a causa della peste del 1348 e per motivi di stabilità (hai visto come sono alti e grandi i pilastri?) il progetto venne abbandonato. Parte della costruzione oggi è stata inglobata dal Museo dell’Opera del Duomo all’interno del quale potrai ammirare la Maestà di Duccio di Buoninsegna. Puoi anche salire sul Facciatone per scattare qualche bella foto!.…Sei pronto a contare gli scalini?

Il “Ghetto”

Percorri il Vicolo delle Scotte per arrivare al ghetto, la zona della città, in cui furono rinchiusi gli ebrei a partire dal ‘500. Al n.14 di Vicolo delle Scotte c’è la Sinagoga, dove gli ebrei si incontrano per leggere le sacre scritture e pregare. Percorri Vicolo della Fortuna e se vuoi puoi fermarti nel giardinetto a giocare. Prosegui per via Salicotto, fino alla Piazzetta A. Franchi, dove puoi ammirare il panorama sull’Orto dè Pecci. La piazza ospita la Fontanina della Torre, dove i bambini ricevono il battesimo contradaiolo, in segno di appartenenza alla Contrada.

Porta Pispini - Basilica dei Servi

Lungo Via dei Pispini trovi una Fontana, che deve il suo nome ai beccucci da cui sgorga l’acqua, detti “pispinelli”, cioè zampilli. Con il tempo i ‘pispinelli’ dettero il nome anche alla grandiosa Porta Pispini, costruita a metà del Duecento. Risalendo la via, al n.164 trovi il Museo d’arte per bambini, un luogo ideale per giocare e imparare a conoscere i segreti dell’arte attraverso mostre, percorsi animati e laboratori. Arriva in Piazza Manzoni, dove si apre davanti a te un vasto panorama sulla città. Riconosci qualche monumento? Ti trovi davanti alla Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi, all’interno della quale puoi vedere il dipinto che il fiorentino Coppo di Marcovaldo realizzò nel 1261 per riavere la sua libertà. Infatti l’anno precedente era stato fatto prigioniero dai senesi nella Battaglia di Montaperti e, non avendo i soldi, pagò il proprio riscatto con quest’opera.

Orto de’ Pecci

Attraversa il cancellone dell’ex Ospedale Psichiatrico e, facendo un po’ di attenzione a scendere il viottolo sterrato, arrivi all’Orto dè Pecci. A pochi metri da Piazza del Campo, in questa specie di oasi verde all’interno delle mura, puoi giocare a calcetto e assistere ad uno straordinario spettacolo di falconeria. Percorri la ripida strada che hai davanti per giungere in Piazza del Mercato. Al centro della Piazza c’è il Tartarugone, il suo tetto ricorda infatti la corazza di una tartaruga.

Orti dei Tolomei

Sei in Via G.Dupré. Lungo la strada, il 19 marzo, (festa del babbo per i bambini senesi) l’Onda festeggia S. Giuseppe, puoi quindi trovare bancarelle che vendono le “frittelle di riso” oppure i “carretti” coi colori delle Contrade, costruiti con una tavoletta di legno e quattro pigne come ruote. Attraversa l’Arco di S. Giuseppe e incamminati verso gli Orti dei Tolomei. Puoi giocare un po’ approfittando del bel prato verde. Hai notato una grande scultura in mezzo agli olivi? L’artista che l’ha realizzata l’ha chiamata “the Drop”, ma i senesi l’hanno ribattezzata “pera” per la sua forma particolare.

Prato di Sant’Agostino

Percorri un tratto di Via P. A. Mattioli e alla tua sinistra trovi l’ingresso dell’Orto Botanico, dove ci sono tante piante particolari, come i “sassi viventi”, formati solo da due foglie carnose e mimetiche. L’orto ha anche il suo “fantasma” che di notte si aggira per la valle: è Giomo, morto eroicamente in una battaglia del 1207. Ma le scoperte non sono ancora finite!…Se ti piacciono i minerali, i fossili, gli insetti, gli uccelli e vuoi vedere vitelli a due teste o altri animali imbalsamati..... entra nell’Accademia dei Fisiocritici (poco più avanti dell’Orto Botanico) e scoprirai come studiavano i nonni dei tuoi nonni. Lo scheletro di una balenottera ti darà il benvenuto! Ti trovi adesso nel Prato di Sant’Agostino con panchine, altalene e una splendida vista sulla città. Prima di proseguire il percorso, potresti partecipare ad una “caccia al tesoro” nella Chiesa di Sant’Agostino. Ti potrai divertire scoprendo le opere d’arte, gli artisti, i santi e le reliquie misteriose conservate tra le mura della grande chiesa.

Porta San Marco

Prosegui per Via Delle Cerchia. Al n. 50 c’è murata la testa in marmo di Giomo (…ti ricordi chi era?). Fermati davanti alla Chiesa di Santa Lucia ed immagina di essere in pieno inverno, il 13 dicembre, quando Siena festeggia la Santa protettrice degli occhi. Queste vie si popolano di bambini e di bancarelle che vendono le “campanine” con i colori delle Contrade. Scendi lungo Via delle Sperandie dove potrai giocare a fare l’esploratore. Infatti se percorri il vialetto che si trova alla tua sinistra in fondo alla strada, e ti metti a cercare tra le piante, scoprirai un’antica fonte che solo i più audaci conoscono: la Fonte delle Monache. Continua il percorso verso Porta San Marco. Lungo questa strada puoi incontrare pittori e giovani artisti che riproducono la campagna senese che si apre davanti ai tuoi occhi…. vuoi provarci anche tu? Ecco Porta San Marco, costruita nel Duecento. Siena conserva ancora oggi le antiche porte e le mura (alte fino a 9 metri!) che la difendevano dagli attacchi dei nemici.

Il Campo

Attraverso il Vicolo dei Pollaioli arrivi nel cuore della città: Piazza del Campo. Ha la forma di una grande conchiglia di mattoni rossi divisa in 9 spicchi. Si chiama “Il Campo” perché, tanto tempo fa, era un grande prato che ospitava mercati, fiere, assemblee e feste. Palazzo Pubblico venne costruito alla fine del Duecento per ospitare i Nove Signori che governavano la Repubblica di Siena. Al suo interno c’è il Museo Civico. Ti consiglio di andarlo a vedere perché scoprirai tante opere d’arte che hanno per protagonisti re, regine, dame, cavalieri, virtù e mostri. Di fronte al Palazzo si trova una colonna con una Lupa con i gemelli. Secondo una famosa leggenda, nel VIII secolo a.C., Senio e Aschio, figli di Remo, fuggirono da Roma e dal crudele zio Romolo. Scappa scappa, si fermarono vicino al fiume Tressa e costruirono una città. I due fratelli per ringraziare gli dei Apollo e Diana, accesero un gran fuoco sopra gli altari. Con loro stupore, il fumo divenne bianco e nero, i colori dello stemma della città (la balzana) che avevano appena fondato: Siena. A sinistra del Palazzo c’è la Torre detta “del Mangia” perché il campanaro incaricato di battere le ore, aveva come soprannome Mangiaguadagni, per il suo compenso esagerato (c’è chi sostiene che invece spendeva tutti i suoi soldi nelle taverne per bere e mangiare!). La torre è alta 102 metri sei pronto a salirci sopra? Fai attenzione perché i 400 scalini sono piuttosto ripidi, ma il panorama che vedrai da lassù premierà il tuo sforzo.

Basilica di San Domenico - Parco delle Rimembranze

Sali adesso la scalinata sotto al dirupo di tufo che sostiene la Basilica di San Domenico. Il tragitto è piuttosto ripido ma tu ormai sei allenato! In passato il Vicolo di Camporegio era un semplice viottolo sterrato detto “Costa del Serpe”, probabilmente per la presenza di serpenti. Ti trovi ora davanti alla chiesa domenicana (sec. XIII), ricca di capolavori artistici, dove è conservata la reliquia della testa di Santa Caterina da Siena. Prosegui fino al Parco delle Rimembranze, luogo in cui ti aspettano altre sorprese: il “labirinto” di cespugli, le “panchine d’acqua” e, se non ti basta, divertiti con la “pista dei Barberi”, il gioco più amato dai bambini senesi. I “barberi” (termine che significa anche “cavalli”) sono biglie di legno dipinte con i colori delle Contrade. La pista del giardino è una scultura di Riccardo Grazzi, che nella parte superiore rappresenta Piazza del Campo ed è formata da una spirale di 3 anelli, i quali corrispondono ai 3 giri della corsa del Palio. Vuoi provare a giocare?

La Fortezza

La Fortezza cinquecentesca è il posto ideale per nascondersi tra i cespugli, gli alberi e le fontane. Vai adesso ai giardini della Lizza, dove puoi passeggiare tra viali alberati, sederti sulle panchine, o giocare con i cavalli in bronzo di Sandro Chia. Nella fontana della Lizza oltre ai pesciolini rossi, le anatre e le tartarughe, trovi “Romeo”, il cigno reale che vive nella grotta. In inverno alla Lizza c’è anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Fonte Nuova d’Ovile

Attraversa Piazza Gramsci fino a scendere il ripido pendio di Vallerozzi. Poi prendi a sinistra, il chiasso coperto detto Via del Lavatoio, facendo attenzione agli scalini. Era il percorso usato dalle donne di Vallerozzi per scendere alla Fonte Nuova d’Ovile a lavarvi i panni. La fonte, costruita alla fine del XIII secolo, si riconosce per i grandi archi a sesto acuto.

Piazza San Francesco

Passa accanto alla Chiesa di San Rocco Confessore (fine XV sec.) dove c’è la Fontanina della Lupa. Proseguendo per Via Vallerozzi giungi a Porta Ovile (XIII secolo) per prendere la ripida Via del Comune, una delle strade più pittoresche di Siena, con le case addossate le une sulle altre come una gradinata. In cima alla ripida salita ti puoi riposare approfittando della panchina davanti alla Fontanina del Bruco. Nel Palazzo di fronte cosa noti di strano ?...Si, una donna è affacciata alla finestra: davanti a lei pende un melograno con sopra un piccolo......bruco. Si tratta infatti di una scultura di Pier Luigi Olla realizzata per la Contrada del Bruco. Durante questo nostro percorso trekking avrai notato moltissimi tabernacoli con l’immagine della Madonna. Devi sapere che l’8 settembre, festa della Madonna, in ogni Contrada i bambini sono chiamati ad abbellire con disegni, festoni e con ciò che la loro fantasia suggerisce, il tabernacolo presente nel proprio rione. E’ una vera e propria gara per realizzare l’addobbo più bello e originale, e vincere il premio.



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