Siena
SIENA: ALLA SCOPERTA DI PANORAMI MOZZAFIATO
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FONTEBRANDA-SIENARTEFICE- PARCO DELLE RIMEMBRANZE
Fontebranda è l’antica fonte celebrata da Dante. Fin dal medioevo questa zona è stata la sede di insediamenti artigiani e successivamente dei macelli pubblici, oggi sapientemente recuperati per ospitare la prima cittadella dell’artigianato: SienArtefice. Maestri orafi, vetrai, ceramisti, tipografi (e non solo) lavorano usando le antiche tecniche della tradizione senese, trasferendo nei manufatti la passione per la loro arte. Saliamo adesso la scalinata sotto al dirupo tufaceo che sostiene la Basilica di San Domenico. Il tragitto è piuttosto ripido e richiede un po’ di allenamento. In passato il Vicolo di Camporegio era un semplice viottolo sterrato detto Costa del Serpe, probabilmente dalla presenza dei serpenti tra la vegetazione spontanea che ricopriva la scoscesa. Ci troviamo davanti alla chiesa domenicana (sec. XIII), ricca di capolavori artistici, dove è conservata la reliquia della testa di Santa Caterina da Siena. Proseguiamo fino ad una “terrazza” da cui possiamo godere di un vasto panorama: a sinistra domina l’imponenza del convento e della Basilica di San Domenico mentre sullo sfondo spicca il Duomo. Ci troviamo nell’elegante quartiere di San Prospero, ricco di villette in stile Liberty e abbellito dal Parco delle Rimembranze. Ogni albero piantato ricorda un caduto della Prima Guerra Mondiale. La sosta consigliata è allietata anche dagli spettacolari giochi della fonte e delle panchine d’acqua.
CASTELLARE DEGLI UGURGIERI – PIAZZA SALIMBENI
Entriamo all’interno di una suggestiva piazzetta triangolare che un tempo era il cuore del castellare della nobile famiglia senese degli Ugurgieri e proseguiamo per Piazza Tolomei. Tra i Vicoli della Torre e del Coltellinaio domina l’elegante Palazzo Tolomei costruito in pietra grigia e ingentilito da bifore. Davanti al nobile Palazzo c’è la Chiesa di San Cristoforo (XI secolo). Siamo arrivati nella piazza familiarmente detta dai senesi “Piazza del Monte”, per essere interamente occupata dagli edifici del Monte dei Paschi di Siena. Nel 1472 nasce un Monte di Pietà, un istituto per il prestito dei soldi, che nel Seicento diventa la banca famosa oggi in tutto il mondo. All’inizio della sua attività questo istituto ricavava soldi dagli affitti dei “pascoli” in Maremma.
VIA DELLE TERME-FONTEBRANDA
Proseguiamo verso Via delle Terme, dove in epoca romana dovevano esserci degli edifici termali, per giungere in Via di Città, la strada che conduceva al nucleo antico di Siena, Castelvecchio. Arrivati alla ripida Costarella dei Barbieri si apre davanti ai nostri occhi una delle più spettacolari vedute della città: Piazza del Campo incorniciata da Palazzo Pubblico. Poco più avanti, dal Chiasso del Bargello, spunta tra le mura dei palazzi medievali, la Torre del Mangia. Prendiamo adesso la ripida salita a destra verso la Piaggia del Forno delle Campane di San Desiderio, dove ancora oggi è presente un forno le cui profumate fragranze si possono apprezzare sin da Via di Città. Passiamo davanti alla grande porta laterale del “Duomo Nuovo”, un gioiello di rara bellezza dell’architettura gotica italiana, e scendiamo la ripida scalinata. Sulla destra si vede sporgere dalle abitazioni un durissimo sperone di tufo misto a pietra. Siamo arrivati davanti al Battistero di San Giovanni Battista, costruito nella prima metà del Trecento. Al suo interno si conserva il fonte battesimale realizzato da alcuni dei più grandi scultori del Rinascimento italiano: Donatello, Lorenzo Ghiberti e Jacopo della Quercia. Nel riprendere il percorso andiamo a curiosare in uno dei vicoli più caratteristici di Siena: il Vicolo delle Carrozze. Si arriva in Via di Diacceto dove si può godere di un panorama mozzafiato su Fontebranda dominata dalla mole della Basilica di San Domenico. Percorsa Via della Galluzza, fortemente in pendenza, e attraversato lo stretto Vicolo del Tiratoio, tra i tetti delle case, un tempo abitazioni dei lanaioli, tessitori e filatrici, sbucano all’improvviso le sagome del campanile e della cupola della Cattedrale. Siamo ritornati in Fontebranda!
BASILICA DI PROVENZANO
Scendiamo nel Vicolo del Fontino, un chiasso coperto in cui recentemente è stata ritrovata una Fonte costruita nel XVI secolo per le necessità dei pellegrini che andavano a visitare la cosiddetta ‘Casa dei Miracoli’ in Provenzano. Si racconta che in una casa di questo povero rione fosse murata una Pietà (una Madonna con Gesù Morto sulle ginocchia) in terracotta smaltata, collocata da Santa Caterina da Siena. Il 2 luglio 1552 un soldato spagnolo sparò alla terracotta. Rimase soltanto il busto della Madonna. La devozione dei Senesi fu tale che i miracoli non tardarono ad arrivare. Si decise così di costruire un santuario che conservasse la sacra immagine. La Basilica di Provenzano fu solennemente consacrata il 23 ottobre 1611, con la collocazione della terracotta della Vergine sull’altare maggiore. Il Palio del 2 Luglio viene corso in onore della Madonna di Provenzano.
PIAZZA SAN FRANCESCO
Passiamo davanti all’abside della chiesa di San Rocco Confessore (fine XV sec.) dove vediamo la fontanina per il battesimo contradaiolo della Contrada della Lupa. Proseguendo per Via Vallerozzi, arriviamo a Porta Ovile (XIII secolo) per prendere la ripida Via del Comune, una delle strade più pittoresche di Siena con le case addossate le une sulle altre come una gradinata. In cima alla ripida salita si può sostare approfittando della panchina della fontana della Contrada del Bruco. Dentro la grotta si trova la statua di Barbicone, il brucaiolo che nel 1371 capeggiò la rivolta degli scardazzieri (i più umili lavoratori dell’Arte della Lana) contro il governo dei Dodici. Arrivati in Piazza S.Francesco, osserviamo la chiesa francescana (sec. XIII) all’interno della quale sono conservate le Sacre Particole, che si mantengono intatte da quasi tre secoli. Sulla piazza si affaccia anche l’Oratorio di San Bernardino, costruito nel luogo dove il Santo (1380-1446) predicava ai fedeli mostrando la tavoletta col sole raggiato e le lettere “IHS” (abbreviazione del nome di Gesù in greco). Divenne allora usanza mettere questo simbolo sopra le porte delle case, delle chiese e degli edifici pubblici per ottenere la protezione di Cristo. L’oratorio ospita anche il Museo Diocesano di Arte Sacra.
VIA MONTANINI E VALLEROZZI
Proseguiamo per Via del Pignattello. Nel Medioevo questa strada era popolata dai vasai che producevano le pignatte, piccole scodelle di ceramica o terracotta che, munite d’olio e di stoppino, erano usate per l’illuminazione delle abitazioni. Voltiamo a sinistra in Via degli Umiliati per giungere al cancello di Villa Rubini. Percorso il vialetto pergolato da piante di vite arriviamo ad una terrazza da cui si domina la città: dalla Basilica di San Francesco lo sguardo si sposta verso la mole della cupola di Provenzano. Dietro la Rocca Salimbeni fa capolino la Torre del Mangia, mentre sulla destra sbuca il Facciatone del Duomo. Consigliamo una sosta nel giardino ottocentesco della villa, che si sviluppa sotto le querce, tra viottoli, scalette, muretti in ciottolato e fontane di rocce spugnose. Arrivati in Via dei Montanini, che prosegue il tratto urbano della via Francigena verso sud, scendiamo il ripido pendio di Vallerozzi verso Pian d’Ovile (un tempo luogo abitato da pastori e frequentato da greggi). Prendiamo a sinistra il chiasso coperto detto Via del Lavatoio, facendo attenzione ai gradini. Era il percorso usato dalle massaie della parte alta di Vallerozzi per scendere alla Fonte Nuova d’Ovile a lavarvi i panni. La fonte gotica (fine del XIII secolo), riconoscibile dai grandi archi a sesto acuto, venne subito chiamata Fonte Nuova per distinguerla dalla più antica Fonte d’Ovile che si trova appena fuori l’omonima Porta.
LA FORTEZZA
Dall’alto dei bastioni dell’imponente Fortezza cinquecentesca si gode di una bellissima vista sulla città medievale e sui campi che la circondano. Nei sotterranei–cantine, tutti a volte di mattoni, c’è l’Enoteca Italiana che promuove mostre, manifestazioni e convegni sul vino in tutto il mondo. All’esterno della Fortezza si trova anche Siena Jazz, una delle scuole di musica jazz più importanti d’Europa.
VIA CAMOLLIA
E’ il primo tratto del tracciato urbano dell’antica via Francigena, che univa il nord Europa a Roma. Lungo la strada fiorirono numerose botteghe, banchi dei cambiamonete, taverne, scuderie e spedali. I pellegrini di passaggio a Siena, stanchi del viaggio, potevano riposare alla Magione, mentre la chiesa di S. Pietro alla Magione offriva loro il conforto per lo spirito. La chiesa, (notizie dal ‘998), conserva ancora la facciata romanica. All’inizio di Via Campansi si gode di un vasto panorama sui colli del Chianti, costeggiati da ville e poderi, e il profilo della Basilica dell’Osservanza.





